Cavallo Magazine

EDITORIALE

Quando avremo un mondo migliore e più giusto?

L¹avrete vista sicuramente in tanti, sui principali quotidiani italiani, una pubblicità che denuncia i maltrattamenti subiti dai cavalli provenienti dai Paesi dell¹Est europeo e trasportati in Italia, destinazione macello. Molti arrivano già morti

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Mario Palumbo Ma quelli che sopravvivono sono quasi sempre in condizioni pietose. Pigiati nei camion, senza cibo né acqua. Una vergogna per chi pretende di essere uomo. Ma la coscienza e la giustizia non sono degli uomini. Lo hanno dimostrato tante vicende passate e presenti. Certo, è difficile sdegnarsi per i cavalli maltrattati pensando a quanto hanno sofferto tanti esseri innocenti durante la Seconda Guerra Mondiale.

E la schiavitù, lo dimostra la cronaca di ogni giorno, esiste ancora oggi. Basti pensare alla 'tratta' delle ragazze dell¹Est o dei Paesi africani; ragazze strappate alle famiglie e vendute a chi le sfrutta. Oggi, troppo spesso, ha ragione chi grida più forte e tende a sopraffare gli altri.

Pubblicheremo presto, come del resto abbiamo già fatto in passato, un servizio sui maltrattamenti di questi poveri cavalli. Bisogna fare qualcosa e cercheremo di impegnarci anche noi. Sappiamo di poter contare sul vostro consenso e sul vostro appoggio. Ma tra tante cose brutte, una bella: è la storia di Camomilla.

Camomilla è una ragazza di 17 anni (Camomilla, ovviamente, è il suo soprannome) che un bel giorno decise di imparare ad andare a cavallo. Scelse un centro ippico in campagna, specializzato in passeggiate. Qui conobbe un cavallo, un bel sauro con la lista bianca, con il quale instaurò un grande affiatamento. Quando andava a montare, Camomilla non dimenticava mai il sacchetto con le mele e le carote per il suo amico.

Non sempre, però, riusciva a montare il sauro del suo cuore. Il cavallo, infatti, aveva un problema ad un anteriore e spesso era costretto a sospendere il lavoro in maneggio. Camomilla allora, finita la lezione, andava a trovare il suo amico malato e si fermava nel box a chiacchierare con lui (è vero: con i cavalli si parlaŠ e chi di voi non l¹ha mai fatto, alzi la mano!). In seguito, le condizioni del sauro peggiorarono: erano più i giorni in cui
era costretto ad un riposo forzato di quelli in cui poteva lavorare e guadagnarsi così la sua razione. La scelta di chi gestisce un centro ippico, in questi casi, è una sola: sostituire il cavallo malato con uno sano. Senza porsi troppe domande sulla fine che il commerciante che effettuerà lo scambio farà fare al cavallo malato. Del resto, chi comprerebbe, consapevolmente, un cavallo zoppo?

Camomilla, lo avrete già capito, è riuscita a convincere la sua famiglia che quel vecchio sauro con la lista bianca meritava un po¹ di rispetto e comprensione. Lo ha acquistato, a peso naturalmente, e lo ha portato in una
scuderia dove va a trovarlo spesso. Solo per scambiare quattro chiacchiere con un amico. Perché non può e non vuole mettergli la sella. Fortunato il cavallo che può trovare un amico sincero. E fortunato anche quell¹essere umano che, grazie ad un cavallo, riesce a comprendere quanto siano importanti certi sentimenti.










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Rodeo a Las Vegas

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