Cavallo Magazine
CAVALLI E AMBIENTE

Il delta, le valli e i… cavalli

Un nuovo tracciato, lungo gli argini delle valli, per scoprire in sella la zona del Delta del Po che nei secoli ha formato lagune, valli, e isole. Rifugi ideali per una avifauna unica nel nostro Paese e rara in altre zone d’Europa
 

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Il Delta, le valli e i ... cavalli Il Po sfociando in mare Adriatico con il suo Delta, nei secoli ha formato una miriade di barene, lagune, valli, isolotti e isole, rifugi ideali per una avifauna unica nel nostro paese e rara in altre zone d’Europa. Per secoli sono state terre selvagge e malariche, le poche risorse che la natura offriva dovevano essere colte a fatica. Con le imponenti bonifiche operate lo scorso secolo buona parte di quelle aree sono state recuperate e sono divenute ora ottime terre per l’agricoltura. Le residue aree vallive, per contro, hanno mantenuto inalterate le loro caratteristiche, ed oltre ad essere sfruttate per gli allevamenti ittici, sono divenute parchi naturali che richiamano ogni anno numerosi turisti attratti da questi luoghi.


Un modo sicuramente diverso di apprezzare questa natura è quello di percorrere gli argini delle valli in sella ad un cavallo. Per venire incontro a questo tipo richiesta il Club Ippico dei Ferri ha studiato e perfezionato un interessante percorso che, partendo dall’isola di Albarella in provincia di Rovigo, sita tra le foci del Po di Levante e quelle dell’Adige, porta i cavalieri attraverso paesaggi vallivi, laddove, nelle giornate limpide, lo sguardo si perde all’infinito, interrotto solo da argini e da voli di uccelli.


Cavallo Magazine, da sempre sensibile al turismo equestre e alla natura, è stato invitato dal presidente del circolo Susanna Giacomello, a percorre questo neonato tracciato lungo una quarantina di chilometri che si svolge ad anello, con partenza ed arrivo al bel centro ippico isolano. A farci da guida è proprio l’ideatore del tracciato, Fulgenzio Marabese, un geometra di Padova, che l’ha denominata “Pista ippo – orbitale di Rosolina”, in quanto il suo percorso è tutto nel comune basso polesano.


Con noi, in questa passeggiata. un gruppo di giovani soci del circolo: Marco Berto, Paola Bovolenta, Nicola Fabris, Stefania Maccà, Enrico Abramo Marabese e Daniele Perazzolo. Si parte di buon’ora dalle scuderie del circolo ippico dei Ferri di Albarella, tutti i destrieri sono sellati all’inglese. Prima di raggiungere la parte più affascinante ed interessante della nostra passeggiata si deve percorrere parte dell’isola, attraverso un ombreggiato parco curato come un campo da golf: una vera oasi di silenzio e di pulizia.


Riceviamo il primo impatto con l’ambiente vallivo quando saliamo su un argine, da una parte un canale e dall’altra un grande specchio d’acqua un paio di metri più basso del livello del mare. E’, infatti, in queste località che nel 1951, il Po ruppe gli argini sommergendo migliaia di ettari e creando lutti tra queste popolazioni. Ora l’uomo ha imparato a difendersi rispettando e assecondando la natura. La valle, illuminata da un estivo sole, è il rifugio ideale per numerose specie di uccelli acquatici, che non sembrano troppo preoccupati dal transito dei cavalieri. Una coppia di rari Cavalieri d’Italia, dalle inconfondibili zampe rosse, è ferma presso un ciuffo di canne palustri, forse in attesa di trovare cibo. Si transita davanti a suggestive case di pescatori con i tipici camini sporgenti dal muro e dal tetto di canna lacustre essiccata. In acqua, accanto ai piccoli moli, dove nuotano diversi tipi di anatre, i bassi ricoveri per le affusolate imbarcazioni dal fondo piatto usate dai pescatori. Proseguendo il nostro percorso vediamo i resti di quello che una volta era un “lavoriero”, come vengono definiti i caratteristici arginelli ricoperti d’erba all’interno delle valli, che servivano per convogliare, attraverso varchi chiudibili, il pesce prima della loro cattura: disegnano a filo d’acqua strani ideogrammi che fanno pensare a mondi sconosciuti.


Attraversando le strade arginali tutte di terra o con fondo di ghiaia stabilizzata, i cavalieri, di buon passo alternato a qualche momento di trotto, arrivano davanti ai resti della settecentesca chiesa Moceniga che ricorda lo stile palladiano. In questo luogo si fa una breve sosta per fare riposare cavalli e cavalieri prima di riprendere l’escursione.. Abbiamo costeggiato le valli Segà, Pozzattini e Moceniga ed un tratto dell’argine dell’Adige, prima di arrivare all’agriturismo il Leccio che ci ospiterà per il pranzo. I cavalli vengono ricoverati in un paddock, dissellati e rifocillati con del fieno fresco.


Durante il pranzo Fulgenzio Marabese ci fa notare che questo percorso equestre, utilizzando solo strade arginali quasi tutte aperte al pubblico, collega l’Adige al Po, e quindi inserisce questo tracciato in una più estesa rete di ippovie del Delta del Po dando loro un interesse interregionale. «E’ bene ricordare che il turismo equestre –prosegue Marabese – non è invasivo, chi lo pratica per mentalità e per scelta è molto vicino alla natura, è rispettoso dell’ambiente e dell’ecologia ed è lontano dal cosiddetto turismo mordi e fuggi ». La nostra escursione riprende dopo un’ora: il paesaggio ora è cambiato, non più acqua bensì sterminati e verdi campi coltivati a grano turco. L’Adige prima, poi il canale Brondolo ed infine il Po di Levante ci fanno da perimetro. L’itinerario si snoda tra argini e tratturi di campagna, talvolta fiancheggiati da canali di drenaggio dove si possono incontrare, per nulla infastiditi dal nostro passaggio, Aironi cenerini, garzette o altri trampolieri tipici di queste aree.


All’imbrunire scorgiamo, quasi emergesse dalla laguna, il profilo dell’Isola di Albarella, con i tetti delle sue case, Ca’ Tiepolo, gli alberi delle barche a vela ormeggiate ai pontili del marina. I cavalieri per l’occasione decidono di premiare i loro cavalli con una bella, ma forse non autorizzata, galoppata in spiaggia: nulla di male in fondo, è un riconoscimento quasi d’obbligo per i destrieri, che si sono comportati come eccezionali compagni di viaggio.

Per informazioni
Circolo Ippico dei Ferri - tel. 339.8707705
Ufficio Informazioni Isola di Albarella tel. 0426.332281- 0426.332282
Per alloggiare, oltre ai due alberghi presenti sull’isola ,
Agriturismo San Gaetano - tel. 340.9271637
B&B Ferro - tel. 3392315967

 

Testo e foto di Gino Perin

Gino Perin

 









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