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EDITORIALE

Complimenti? No, auguri

Ero a Roma, testimone curioso (fa parte del mestiere) di quell’assurda kermesse che è l’elezione del presidente e del consiglio della Fise

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Ero a Roma, testimone curioso (fa parte del mestiere) di quell’assurda kermesse che è l’elezione del presidente e del consiglio della Fise. Assurda perché nell’anno di grazia 2008, quasi 2009, non è pensabile costringere gli elettori a sorbirsi chilometri e chilometri per tracciare una “x” su un foglio di carta. Come previsto, alla carica di presidente è stato chiamato, con il 90 per cento dei voti, Andrea Paulgross. Dopo la lettura dell’esito dello scrutinio, il primo ad abbracciare il neo eletto presidente è stato quello uscente, Cesare Croce. In quell’abbraccio nessuno dei due ha dato un morso all’orecchio dell’altro: segno che le roventi polemiche preelettorali, in una campagna senza esclusione di colpi (anche bassi) fanno ormai parte del passato. Dopo Cesare Croce, in tanti, formando una lunga fila, si sono avvicinati all’avvocato viareggino per fargli i complimenti.

 


Altro che complimenti! Ad Andrea Paulgross è soprattutto necessario fare gli auguri. Tutti si aspettano adesso la rivoluzione, grandi cambiamenti, una federazione rivoltata come un calzino, straordinari risultati sportivi fin da subito.

 


Calma. Per i miracoli c’è tempo. Ciò che occorre, fin da subito, sono degli indirizzi precisi e un cambiamento di mentalità. Andrea Paulgross è un attento lettore dei giornali che si occupano di equitazione e il primo consiglio che mi sento di dargli è di leggere le pacate parole di Stefano Carli, qui accanto, e quelle di colui che può essere considerato il giornalista “numero 1” al mondo in questo settore, Umberto Martuscelli (so già che lui, nella sua modestia, protesterà per questo, ma è la pura verità e io sono felice che faccia parte della mia squadra) a pag. 51.
Del resto lo sport non ha bisogno di miracoli: i risultati non devono arrivare per fortunate coincidenze, ma dall’impegno e dal lavoro. E il lavoro non è poco, se pensiamo che sono da rivedere i rapporti anche con l’allevamento italiano, con l’Unire, con gli istruttori, con i proprietari dei cavalli...
E il fatto è che non si riparte da zero, ma si riparte da una situazione in qualche modo consolidata.

 

Nell’intervista rilasciata al nostro Paolo Manili  Paulgross spiega che sta studiando i conti della Federazione. Che cosa troverà? Un bell’attivo o un bel po’ di debiti (come temo)? Insomma, se bisognerà come primo passo pagare le coccarde a Tatà e i cappuccini al bar sotto la sede della Fise, hai voglia a sognare le medaglie olimpiche!
Complimenti ad Andrea Paulgross? No, no, solo auguri. E tanti.

di Mario Palumbo
 

 

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