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Veterinaria

Addestramento più efficace con erbe tranquillizzanti

Quante volte vi siete trovati nella difficile situazione di dover addestrare giovani cavalli particolarmente riottosi o riaddestrare animali domati tropo presto e usati malamente, addirittura maltrattati dal o dai precedenti proprietari?
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Stefano Morini (2) Sicuramente molto spesso, anzi direi che questo è uno dei problemi base dei nostri allevamenti e dei maneggi, in cui si preparano cavalli per il salto, il dressage, le gare western, la pet therapy e così via per ogni disciplina equestre. Il cavallo è un animale nobile e generoso (quale animale non lo è…? ) ma sarà difficile per lui interagire con chi lo vuole utilizzare al meglio se è stato male allevato e mal addestrato o, peggio ancora, spezzato nel suo carattere con maltrattamenti e forzature. Sapete tutti a cosa mi riferisco e forse qualcuno di voi, vedendo queste nefandezze, ha regito con forza e qualcun altro ha lasciato correre, pensando che tanto fanno tutti così…!


Qui abbiamo due esigenze assolutamente primarie: da una parte e in primo luogo il benessere del cavallo e dall’altra la necessità del cavaliere di ottenere da lui buone prestazioni. Badate bene che in realtà c’è da risolvere un solo problema, perché se un cavallo è sereno, ben affiatato con il suo cavaliere, sicuramente darà ottime prestazioni, ansioso com’è di compiacere l’uomo in ogni suo desiderio (Dio solo sa perché!).

Certamente non si potrà risolvere il problema contando solamente sulla sensibilizzazione dei cavalieri e sull’uso generalizzato di addestramenti “dolci”, ognuno ha le sue preferenze ed è giusto (nei limiti del consentito) che le segua come desidera. Allora ecco che il Padre, nella sua infinita bontà, ci soccorre mettendoci a disposizione, fin dai tempi dei tempi, una serie infinita di erbe che ci consentono di calmare, anzi tranquillizzare i nostri cavalli, senza nulla togliere alla loro lucidità, forza fisica e carattere, e addestrarli al meglio delle loro (e nostre) capacità.


Questa volta non parlerò di un cavallo in particolare, non citerò una patologia precisa, perché sono davvero tanti i cavalli che hanno preso queste erbe e si sono tranquillizzati, senza effetti collaterali, senza il rischio di iperdosaggi dagli effetti devastanti, usando la propria energia senza riserve, utilizzando freschezza fisica e mentale e, senza tema di smentite, mi sento di dire, migliorando di molto le capacità di apprendimento.
I miei colleghi mi chiederanno immediatamente qual è il meraviglioso principio attivo, qual è la molecola chimica che può fare questo… Sono tanti i principi attivi e le sostanze contenute in queste erbe che collaborano al raggiungimento dell’obbiettivo e assieme, con il cosiddetto pool sinergico, permettono di ottenere in tranquillità e con migliore qualità quello che riesce difficile normalmente. Vorrei precisare anche che non è una terapia che va somministrata per sempre, ma solo durante le fasi più delicate e difficili dell’addestramento poi, ciò che il cavallo ha appreso rimarrà nella sua mente e nelle sue zampe, e non servirà più “ addolcirlo con le erbe”.
Vedo fronti corrugate e comprendo il vostro scetticismo.

Un mio vecchio amico, settanta anni compiuti, un’ometto secco e iperattivo, ma grande addestratore di cavalli da salto ostacoli, masticatore di tabacco e convinto assertore che i vecchi metodi sono i migliori, mi guardava somministrare ai cavalli le mie erbe. Scuoteva la testa mestamente e biascicava tra i denti commenti irripetibili sui giovani che credevano di sapere tutto! Anzi, le parole esatte furono che “Quelle p……e di erbe sono importanti come una scoreggia di vacca nella tormenta..!”. Vinsi la scommessa a vantaggio suo e dei suoi cavalli.
La cosa più difficile è saper scegliere le erbe giuste in qualità e quantità per ogni cavallo, in base alla sua tipologia genetica, al suo metabolismo, al tipo di lavoro che lo attende, e così via. E così, per la gioia dei vostri cavalli che le divoreranno voracemente, si possono somministrare nella profenda (mangime o granaglie) erbe tal quali e seccate, sminuzzate e bagnate con acqua calda, in modo da facilitarne la metabolizzazione. A volte consiglio di fare una tisana, in modo molto semplice, che va somministrata assieme alle erbe usate per ottenerla: in questo modo avremo un risultato veloce con la parte liquida e un effetto ritardato con le erbe.

Allora saccheggiamo i prati, che una volta erano i self-service dei nostri cavalli, e diamo loro il biancospino in fiori e foglie, la melissa in foglie, l’arancio fiori, la sommità della passiflora e l’intera pianta dell’escolzia. Ancora possiamo usare il boldo, la lattuga, la menta, la camomilla, la valeriana e, grande re della sedazione, il luppolo.
Badate, questo è solo uno sparuto gruppetto di erbe da utilizzare per ottenere un cavallo collaborativo, ma non voglio annoiarvi con un elenco più lungo e complesso di questo. Ancora mi permetto di consigliarvi di consultare un veterinario esperto di erbe medicinali, perché il fai-da –te (applicato da voi) potrebbe rivelarsi non efficace per i vostri cavalli.
Somministrando queste erbe, li vedrete più sicuri delle loro capacità, più sereni, più decisi del solito nel seguire le routine di lavoro che voi chiederete loro. E poi, insomma, bando alle ciance e largo ai fatti che, come al solito, sono l´unica cosa che conta per noi cavalieri e cavallari ad oltranza!
Ancora una raccomandazione, se posso: siate fieri dei vostri cavalli, compagni di fatiche e di delizie, amateli con forza e umiltà, date loro ciò che la natura mise a disposizione per renderli liberi di esprimere la loro vitalità e ne sarete grandemente ripagati, ne sono convinto.
Se è vero che “...il paradiso passa tra le orecchie di un cavallo…” (forse l´ho gia´ detto, maledetto Alzheimer!) fate sì che ci sia un paradiso in terra anche per loro. Grazie.
Buon addestramento a tutti!

Del Dr. Stefano Morini