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La sede dell'Assi, ex Unire
La sede dell'Assi, ex Unire

Assi sotto assedio da stamattina
Sede Occupata dagli operatori ippici

02.01.2012 Sono circa 150, provenienti principalmente da Campania e Lazio. I manifestanti in protesta contro i tagli al settore, appena entrati nel palazzo di via Cristoforo Colombo sede dell'ex Unire, hanno preso d'assalto la sala regia impedendo la messa in onda delle corse straniere. Ci sono stati anche scontri fisici ma nessun ferito

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Roma, 2 gennaio 2011 - Circa 150 operatori ippici provenienti da Lazio e Campania stanno manifestando da questa mattina davanti alla sede romana del'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (Assi, ex Unire), l'ente che gestisce il settore, arrivando a occupare, a scopo dimostrativo, alcuni locali, tra cui la sala regia che metteva in onda corse straniere bloccandone la programmazione. La protesta, durante la quale ci sono stati anche scontri fisici che non hanno provocato feriti, è dovuta ai pesanti tagli subiti dal settore soprattutto per quanto riguarda i montepremi delle corse.

"La crisi del nostro settore - spiega uno degli operatori, Pierluigi D'Angelo - è provocata da un taglio di risorse pari al 60-70% ed anche da un'assenza di progettualità, a favore di altri giochi, misure che praticamente sanciscono che l'ippica è destinata a morire. Oltretutto il gioco e le scommesse sono state per 40 anni alla base delle Entrate dello Stato. La crisi ippica riguarda nel Lazio e nel Campania, considerando anche l'indotto, circa 10 mila famiglie".

E' stato il contratto che l'Assi (Agenzia sviluppo settore ippico) ha siglato con TeleIppica a far salire l'indignazione dei manifestanti che in queste ore hanno fatto irruzione nella sede romana dell'Ente. Un accordo che secondo indiscrezioni comporterebbe per l'Assi un esborso di 10 milioni di euro (vale a dire il 18% dell'intero montepremi) e che è giunto in un momento in cui agli operatori dell'ippica sono stati chiesti nuovi sacrifici per superare la crisi che da anni colpisce il comparto.

I manifestanti appena entrati nel palazzo di via Cristoforo Colombo hanno impedito la messa in onda delle corse, azione vista come un 'tradimento' del ex Unire che invece di essere solidale con lo sciopero in essere dal 30 dicembre scorso trasmette corse straniere. Corse che inoltre - lamentano i manifestanti - nulla avrebbero a che vedere con il risanamento del comparto ippico italiano. Gli operatori del settore ippico, tra l'altro, hanno aggredito un giornalista, mentre una delegazione è stata poi ricevuta dai vertici dell'Ente, ma i manifestanti sono ancora all'interno del palazzo e si sono sparpagliati per i vari piani. Sul posto sono intervenute anche le forze dell'ordine.

Le associazioni Fipt, Arti, Agit, Fengat, Anagt, Coordinamento Ippodromi, UPT nei giorni scorsi hanno diffuso una nota proprio per attirare l'attenzione sull'accordo che avrebbe "regalato tanti soldi ad una società senza che ve ne fosse motivo o un accordo strutturale per lo sviluppo futuro. In un momento di serrata totale della maggior parte degli ippodromi e di enormi sacrifici da parte delle categorie ippiche, continuano gli sperperi e le regalie di milioni di euro del palazzo".

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