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Varese, aut aut
per 'le bettole'

26.01.2012  La Società varesina incremento corse cavalli spa di Guido Borghi ha intimato ad allenatori e proprietari di lasciare libere le scuderie delle Bettole entro il 31 gennaio prossimo: via i 120 cavalli, attrezzature, scuderie... Tutto. Dietro la vicenda pare ci siano interessi immobiliari

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Varese, 26 gennaio 2012 - Il portale Varesenews ha comunicato che la Società varesina incremento corse cavalli spa di Guido Borghi ha intimato ad allenatori e proprietari di lasciare libere le scuderie delle Bettole entro il 31 gennaio prossimo. Da quella data infattio, riporta il quotidiano on line, saranno tagliati acqua, luce e gas. Gonnelli (presidente allenatori di galoppo). Il motivo, riporta Varesenews, affonderebbe le proprie radici in interessi immobiliari sul terreno.

Quattro giorni per fare piazza pulita di 120 cavalli, materiali, attrezzature e scuderie. Ma il conto alla rovescia per allenatori, proprietari e lavoratori delle scuderie di via Galdino, dietro l’ippodromo delle Bettole di Varese, è già iniziato. Tutto dovrà essere sgomerato al più presto quindi perché si devono fare "interventi di ristrutturazione per ottemperare all'ordinanza comunale con cui è stata disposta l'immediata esecuzione di alcune opere finalizzate a ridurre i disagi di natura igienica e sanitaria agli abitanti dei condomini circostanti".

In attesa dello scadere dell’ultimatum, riporta Varesenews, la Varesina ha già tagliato il servizio di sorveglianza notturna, una decisione che non fa dormire sonni tranquilli agli addetti ai lavori, considerato che nei box ci sono cavalli per un valore di 6 milioni di euro. Alle scuderie di via Galdino c'è amarezza, ma allenatori, proprietari e lavoratori si sono già mossi. Sono andati in comune, in prefettura e dai carabinieri. «Questo avviso è umiliante per come ci è stato comunicato – dice Marco Gonnelli, presidente degli allenatori di galoppo - ed è assurdo perché Varese non è nel terzo mondo. Se un cavallo rimane senz'acqua rischia il collasso per disidratazione. Esistono delle leggi e dei diritti che non sono solo quelli della proprietà. Qui ci sono aziende che lavorano da vent'anni, che servono Borghi e lo fanno guadagnare. Le corse dei cavalli fanno bene alla città e a tutto il comparto sportivo».

La società di Borghi affitta la struttura ad allenatori e proprietari, circa 120 euro al mese per ogni box per un’entrata complessiva di oltre 200 mila euro all’anno che si vanno ad aggiungere ai soldi che la Varesina prende dall’Unire per il centro di allenamento e la manutenzione delle piste. Troppo poco se paragonato a quanto si potrebbe incassare costruendo appartamenti o villette.

«Ci sono forti interessi immobiliari – conferma Gonnelli a Varesenews -. Le scuderie degli ippodromi essendo ormai vicine ai centri delle città subiscono questi tentativi di speculazione edilizia. I soldi che l'Unire dà alla Varesina, che sono una somma ingente, vengono detratti dal nostro montepremi proprio per mantenere lo stato delle piste adeguato per il lavoro di uomini e cavalli. Non mi sembra che in questi anni sia stata fatta una grande manutenzione, prima con la scusa del mondiale di ciclismo, ora perché vogliono costruirci altro, anche se le scuderie sono nate per i cavalli».

«Il centro di Castelverde non è ancora ultimato - conclude l’allenatore - e soprattutto manca l’acqua. Quando eravamo lì abbiamo dovuto portare l’acqua con le cisterne perché quella del pozzo non bastava. E poi non è risolto il problema della viabilità dei mezzi di trasporto che non possono passare dal centro paese per via di un’ordinanza del sindaco».

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