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Un momento della suicide race
Un momento della suicide race

Usa, al galoppo in discesa
fermate la 'corsa suicida'

L'associazione animalista americana Human Society chiede che la Omak Suicide Race venga fermata perché troppo pericolosa: al galoppo sfrenato lungo una pendenza di 60 gradi e poi dentro a un fiume. Sono 23 i cavalli  morti nelle varie edizioni

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Olympia, agosto 2012- L'associazione animalista americana Humane Society of the United States evidenzia la crudeltà di una corsa di cavalli che si disputa nello stato di Washington e si chiama Omak Suicide Race, la corsa suicida.

Già il nome è tutto programma, anche se purtroppo a rimetterci sono sempre i cavalli che sicuramente non vorrebbero 'suicidarsi' durante questa corsa. Questa competizione, che si tiene ogni anno, consiste nello scapicollarsi al galoppo giù da una collina che raggiunge una pendenza di 60 gradi e poi attraversare il fiume Okanogan, dove i cavalli rischiano di annegare o ferirsi con le pietre.

La maggior parte dei fantini che vi prende parte sono ragazzi che appartengono alla Colville Confederated Tribes, una tribù di Indiani d'America, e questa corsa rappresenta per loro un rito di passaggio per giovani guerrieri.

La denuncia arriva dopo la morte di Little Big Man, un Purosangue di 6 anni, che si è fratturato una gamba durante una delle prove di qualifica. Ma secondo i dati dell'associazione animalista sono 23 i cavalli morti durante le edizioni della corsa che si svolge dal 1983, ma non si sa quanti siano morti o si siano infortunati durante le qualifiche o dopo la corsa stessa.

Dan Paul, direttore della humane society di Washington ha dichiarato che la Omak Suicide Race costringe i cavalli a situazioni di pericolo e forte stress, mettendoli a rischio di gravi infortuni o morte solo per il gusto della competizione. Chiede inoltre agli orgabizzatori dell'evento di porre fine a tutto ciò prima che un altro cavallo si faccia male o muoia. Dal canto loro gli organizzatori, i Suicide Racers Owners e la Jockeys Association, si difendono sostenendo di prendere tutte le precauzioni possibili affinché la corsa sia più il più possibile sicura per cavalli e fantini.

Gli organizzatori sottolineano l'importanza che ricopre questa competizione come rito di passaggio, e che non viene corsa né per soldi nè per gloria ma per dimostrare l'abilità dei ragazzi e dei cavalli e l'orgoglio di appartenere a un popolo di guerrieri a cavallo.

La disputa della 79esima edizione della Suicide Race si terrà, dunque, questo fine settimana.

10 agosto 2012

 

 

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