Alla ricerca
del candidato perduto
Neve, freddo, gelo. Mentre scriviamo sembra di vivere in un film catastrofico: registrate in diverse località italiane temperature degne di Vladivostok, con addirittura un -17 in città
Cavallo Sport
Febbraio 2012
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Così, circondati dai fiocchi che cadono inesorabilmente (quando leggerete queste righe probabilmente ci saranno 24 gradi e il sole, ma intanto… ) ci ponevamo una semplice riflessione: sbagliamo o le elezioni Fise si terranno il prossimo dicembre, ovvero tra meno di un anno? Qualcuno di voi ha sentito parlare di candidature, a parte quella scontata dell’attuale presidente Andrea Paulgross, di progetti elettorali, di cordate che si stringono intorno a un nome? Già, un nome. Le voci si rincorrono: pare che Tizio voglia rimettersi in gioco, ma con un prestanome, che Caio si candiderebbe volentieri, ma non lo voterebbe nessuno, che Sempronio resti in attesa degli eventi prima di buttarsi nella mischia.
Intanto, nei prossimi undici mesi, tanti ne rimangono alla sfida (se tale sarà) elettorale, ci aspettano altre competizioni, comprese le Olimpiadi.
Cosa ci aspetta? Ve lo anticipiamo noi: a Fieracavalli 2012, come da tradizione, si scatenerà l‘inferno tra i candidati alla presidenza: chi, come Paulgross, sosterrà le proprie riforme e i propri (scarsi) successi; chi recriminerà sulla più che probabile pochezza dei risultati olimpici (anche se personalmente siamo convinti che Valentina Truppa potrebbe stupire tutti), a cui andranno aggiunte le assenze endemiche degli azzurri del salto in Coppa del Mondo e nel Global Champions Tour. Chi, infine, magari sarà la neve che ottunde il nostro cervello, si presenterà con un programma chiaro e rivoluzionario, che magari guarda al nostro passato per costruire il futuro.
Oppure, ma ci auguriamo non accada anche solo nel nome della democrazia, nessuno si frapporrà tra l’attuale presidente e il suo secondo mandato. Chissà… Una cosa è certa: a progetti, proclami, statuti vecchi e nuovi, dovrebbero, anzi, dovranno far seguito i risultati. Perché davvero non se ne può più. Un po’ come trovarsi per giorni sotto la neve a – 17.
di Uberto Martinelli

