Ginevra, 11 aprile 2008 - Obiettivi alti contro il doping per la Federazione Internazionale di Equitazione. Per nessun motivo si cadrà in scandali simili a quelli delle Olimpiadi di Atene 2004. Così la portavoce della Fei, Malina Gueorguiev, ha spiegato ad Associated Press: "Atene rappresentò davvero un brutto momento per il nostro sport. Ci fu un grande problema e oltretutto fu vistoso. Se dovesse accadere nuovamente qualcosa di simile l'equitazione subirebbe gravi danni". Furono tre gli olimpionici privati delle rispettive medaglie d'oro nei Giochi di quattro anni fa e oggi la Federazione, approvando l'aumento dei controlli antidoping, vuole mirare a sfruttare l'appuntamento con le Olimpiadi di Pechino 2008 per buttarsi alle spalle le ombre lasciate da Atene 2004.
La portavoce ha quindi continuato: "Per quanto concerne gli atleti umani non siamo di fronte a problemi gravi, ma sui cavalli in gara è vietato ogni tipo di farmaco". In occasione delle competizioni olimpiche di equitazione, che si disputeranno ad Hong Kong, gli addetti ai controlli preleveranno campioni di urine dai primi tre cavalli classificati in ogni disciplina. A questi test si aggiungeranno prelievi a campione. La Gueorguiev ha spiegato che sui 200 cavalli che animeranno le gare di equitazione saranno effettuati tra i 50 ed i 60 test. I cavalli in testa alle classifiche provvisorie dal primo giorno di gare potrebbero subire più di un controllo.
di Mariangela Cecchi